sabato 6 dicembre 2014

Note sulla mostra “L’altra metà del cielo. Sante e devozione privata nelle grandi famiglie fiorentine nei secoli XVII-XIX”



Si è aperta oggi a Firenze la mostra “L’altra metà del cielo. Sante e devozione privata nelle grandi famiglie fiorentine nei secoli XVII-XIX”: centosessantacinque opere, delle quali alcune inedite, tra dipinti, sculture, reliquiari, oggetti sacri elementi curiosi di una sacralità ormai lontana. L’esposizione, ad ingresso libero, è composta da due sezioni in due luoghi distinti: il Museo di Casa Martelli (via Zannetti 8) ed a Villa La Quiete (via di Boldrone 2). La mostra proseguirà fino all’8 marzo 2015.
Diretta da Monica Bietti e curata da Francesca Fiorelli Malesci, l’esposizione nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino e l’Università degli Studi di Firenze (DIPINT Dipartimento Interistituzionale Integrato dell’Azienda Ospedaliero Sanitaria di Careggi). Corredata da un pregiato catalogo edito da Sillabe, la mostra propone al pubblico il tema della devozione privata delle grandi famiglie fiorentine fra Seicento e Ottocento, declinata soprattutto al femminile, con un approfondimento in particolare sulla famiglia Martelli.  Da segnalare che l’occasione offrirà la possibilità di accedere a luoghi, stanze e zone di Villa La Quiete solitamente non visitabili dal pubblico, aperti per un percorso ad hoc in occasione della mostra, così come il Museo Casa Martelli sarà visitabile con un itinerario del tutto insolito, cioè al contrario rispetto al consueto
Busto reliquiario di santa Giuliana
Coppia ovali devozionali alla SS. Annunziata
Per l’Ordine dei Servi di Maria è importante sottolineare la presenza nella sezione della mostra allestita a Casa Martelli di diversi riferimenti sulla devozione a Firenze e sul culto che la famiglia Medici e il patriziato fiorentino riservarono, tra il XVII e il XIX secolo, ai santi loro concittadini e alla Santissima Annunziata di cui si espongono testimonianze della devozione all’immagine attraverso i riti, le cerimonie e i doni di cui il santuario è stato testimone lungo i secoli.
Vetrina allestita sulla SS. Annunziata
In particolare il percorso espositivo dedica sezioni interessanti all’illustrazione del culto, nei suoi aspetti più privati, come la spiritualità vissuta nell’intimità dei palazzi. Quest’ultima si esprimeva attraverso il possesso di reliquie, libri, piccoli altari portatili e immagini devozionali dedicati ai grandi santi fiorentini. Un attenzione tutta particolare era dedicata alla santità al femminile di cui le maggiori testimoni sono Maria Maddalena de’ Pazzi (Firenze, 1566 – 1607; can. 1669), Caterina de’ Ricci (Firenze,1522 – Prato, 1590; can. 1746), illustre ava della Caterina che sposò nel 1802 Niccolò Martelli, e Giuliana Falconieri (Firenze, (secc. XIII-XIV, can. 1737).
Vetrina allestita su Santa Giuliana Falconieri
Tra i pezzi esposti, due provengono direttamente dalla SS. Annunziata di Firenze: il preziosissimo Ostensorio del 1619 ca., in argento e pietre preziose, opera di Jonas Falck, recante gli stemmi di Ferdinando I de’ Medici e di Cristina di Lorena e il busto-reliquiario di Santa Giuliana Falconieri in legno dorato e argentato realizzato da Carlo Galestruzzi (seconda metà del sec. XVII).
All’interno del catalogo sempre riguardo la SS. Annunziata segnaliamo gli interessanti contributi di p. Lamberto Crociani Giuliana Falconieri “virginitatis speculum et mulierum memorabile decus” e di Riccardo Spinelli Devozione medicea alla Sacra Immagine dell’Annunziata a Firenze (1609-1743). Riflessioni e note d’archivio.

Per ulteriori informazioni sulla mostra si veda http://www.polomuseale.firenze.it/mostre/mostra.php?t=547dd9112964450813000058


fra Emanuele M. Cattarossi
albatrosm2013@gmail.com


domenica 30 novembre 2014

Primo sguardo - Calendarium Liturgicum OSM 2014-2015



Ordo Celebrandi Officium Divinum et Missam Secundum Calendarium Romanum Generale et Proprium Ordinis Fratrum Servorum Beatae Mariae Virginis pro anno liturgico 2014-2015 fratris Gottfried M. Wolff prioris generalis iussu editus, Roma, Curia Generale O.S.M. 2014. 256 pp. 16,5 cm.

L’inizio dell’anno liturgico ci offre l’occasione di dare uno sguardo al Calendarium Liturgium proprio dell’Ordine dei Servi di Maria per l’anno 2014-2015, curato dalla C.L.I.O.S. (Commissio Liturgica Internationalis Ordinis Servorum)
Per l’anno liturgico 2014-2105 vengono ricordati i seguenti eventi:
  • Al 6 febbraio, il 10° anniversario della morte di fra Ignacio M. Calabuig Adan; 
  •  Il 9 aprile ricorre il VII centenario della morte del beato Ubaldo da Borgo Sansepolcro; 
  •  Al 15 aprile si menziona il III centenario della morte di fra Antonio M. Castelli, 64° priore generele dell’Ordine dei Servi; 
  •  Al 5 maggio viene ricordato il III centenario della fondazione del Monastero delle Serve di Maria di Monaco; 
  •  Il 7 giugno si ricorda il 25° anniversario della morte fra Salvatore M. Meo, teologo e mariologo, più volte preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”; 
  •  Il 31 agosto ricorre il VII centenario della morte del beato Andrea da Borgo Sansepolcro; 
  •  Al 5 ottobre viene ricordato il 750° anniversario dell’acquisto da parte fra Manetto priore del convento di Santa Maria di Cafaggio in Firenze di un terreno da Arrigo di Baldovino, oblato dell’Ordine dei Servi. Al giorno seguente, 6 ottobre viene ricordato il 750° dell’atto di oblazione di Arrigo di Baldovino nelle mani fra Manetto, priore generale dell’Ordine dei Servi di Maria.
Rispetto all’edizione 2013-2014, questo Calendarium Liturgicum aumenta il risalto di alcune feste con l’aggiunta di una piccola foto in riguardo. In quest’anno liturgico, oltre alle solennità del 25 marzo (Annunciazione del Signore) e del 15 agosto (Assunzione della B.V. Maria) e alla solennità propria dell’Ordine per il 15 settembre (B. V. Addolorata) già risaltate l’anno passato, vengono risaltate le solennità del 25 dicembre (Natale del Signore) e del 19 marzo (San Giuseppe copatrono dell’Ordine dei Servi) oltre alla solennità propria dell’Ordine per il 17 febbraio (Sette Santi Fondatori) e alla festa di Maria ai piedi della Croce il venerdì dopo la Quinta domenica di Quaresima.
Il tutto conferma la bontà dello strumento del Calendarium Liturgicum rinnovando l’invito ad ogni membro dell’Ordine dei Servi di Maria come a tutta la Famiglia Servitana di farne un buon utilizzo.

fra Emanuele M. Cattarossi
albatrosm2013@gmail.com

giovedì 21 agosto 2014

Un San Filippo "Portoricano"... [Schede per l'iconografia del santorale OSM]



Capita talvolta di trovare testimonianze dei Servi di Maria la dove … non c’erano. È il caso di una particolare raffigurazione di San Filippo Benizi che notiamo sfogliando il calendario Icone dei Servi di S. Maria 2014, guarda caso al mese di Agosto.
Si tratta di una tavola di 89,5x73 cm conservata nel Museo de Arte a Ponce nell’isola di Porto Rico e intitolata Visione di San Filippo Benizi [1]. Questa tavola venne realizzata da Josè Campeche (1751-1809), artista molto importante in quanto fu il primo pittore portoricano ufficialmente riconosciuto. Più particolare ancora la sua vita: creolo, lo Campeche era figlio, insieme ad altri sette fratelli e sorelle, di uno schiavo affrancato di origine afro-indiana, Tomas Campeche y Rivafrecha e di madre bianca, Maria Josefa Jordan y Marques, originaria delle isole Canarie . Incoraggiato dal padre a seguire la propria inclinazione artistica, Josè pur non lasciando mai la sua isola ebbe la fortuna di conoscere e diventare discepolo di Luis Paret y Alcazar, già pittore alla corte Reale di Madrid ma caduto in disgrazia presso il re di Spagna e bandito a Porto Rico.
La produzione artistica di Josè Campeche è composta di ritratti ufficiali quali notabili del governo dell’Isola di Porto Rico, vescovi, uomini e donne nobili, oltre a ritratti a tema sia secolare che religioso. All’interno di questa produzione, stimata in circa cinque-seicento opere troviamo anche il quadro raffigurante san Filippo.

Probabilmente la Visione di San Filippo venne dipinta da Josè Campeche dopo il 1783-1784. Per diversi critici si tratta di una delle opere migliori dell’autore.
Osserviamo da vicino la tavola. San Filippo viene dipinto nella parte bassa con un posizione centrale, rivestito dell’abito dei Servi. La mano sinistra è posta sul cuore mentre la destra indica una serie di segni ecclesiastici (una tiara papale, un galero cardinalizio rosso, mitria e pastorale episcopali) che San Filippo pare voler allontanare da sé.
Tra le nubi appare la Vergine Maria, inginocchiata in alto a sinistra rispetto al Santo, pone la mano destra sul petto e stende la sinistra verso Filippo. Lo sguardo è rivolta al gruppo della SS. Trinità posto in alto nel quadro, interamente circondanto da nubi e figure di angeli, come a intercedere in favore di San Filippo Benizi. Riportando l’attenzione su Filippo notiamo che il suo  sguardo, carico di serena e intensa contemplazione, è rivolto al gruppo della Trinità. Come possiamo notare, l’autore ha enfatizzato al massimo i segni della dignità ecclesiastica, mentre nell’iconografia più classica di San Filippo viene comunemente riportata solo la tiara papale.
Particolare poi è il gruppo della SS. Trinità, non presente nell’agiografia del santo, che probabilmente Josè Campeche introduce sull’influenza della predicazione del beato Diego Josè di Cadice, popolare predicatore del settecento appartenente all’Ordine dei Frati Cappuccini.
L’effetto del quadro, indica l’aspirazione del santo alle realtà celesti simboleggiate dalla SS. Trinità. Per questo San Filippo lascia onori e cariche da parte, e con l’intercessione della Vergine Maria, rivolge uno sguardo carico di devozione e di preghiera alla SS. Trinità.

Come già indicato, Josè Campeche non si mosse mai dall’isola di Porto Rico. Di conseguenza, non ebbe mai l’occasione di studiare altre opere riguardanti San Filippo. È possibile tuttavia che abbia visto una rappresentazione del santo in un qualche testo devozionale oppure da qualche altro testo popolare di natura religiosa. Di certo, riferendoci a San Filippo  non va dimenticato che egli venne canonizzato nel 1671 insieme ad altri tre santi (Gaetano da Thiene, Francesco Borgia e Luigi Bertran) e a una santa, Rosa da Lima, tutti in qualche maniera legati alla storia missionaria dei secoli XVI-XVII [2]. Non è impossibile che immaginette, medaglie, incisioni, opuscoli sui santi e fogli volanti distribuiti e fatti circolare in quella occasione abbiano contribuito a promuovere la conoscenza di san Filippo Benizi fuori dal giro ristretto di presenze dell’Ordine dei Servi di Maria in quel periodo. Di certo quest’opera di Josè Campeche offre un traccia dell’interesse suscitato dalla figura di San Filippo Benizi in un area dove i Servi di Maria ancora ... non c’erano.


fra Emanuele M. Cattarossi
albatrosm2013@gmail.com


[1] Prime informazioni per l’Ordine dei Servi di Maria su questa tavola, con due riproduzioni fotografiche in bianco e nero, appaiono in D. M. Charbonneau, The Vision of Saint Philip Benizi. A painting in Puerto Rico, in Studi Storici OSM 35 (1985), pp. 261-266. Citato in O. Dias, I Servi di Maria fuori d’Europa in I Servi di Maria nel Settecento. Da fra G. F. Poggi (1702) alle soppressioni napoleoniche (1810), (Quaderni di Monte Senario. Sussidi di Storia e Spiritualità, 7), Edizioni Monte Senario (1986), p. 104
[2] Cfr. O. Dias, … cit. pp. 98-99

martedì 24 giugno 2014

Lo Stemma del "Mare Magnum" [Schede per l'iconografia dello Stemma OSM]


Mare Magnum (1487), formella centrale con Stemma OSM

Un importante e significativa evoluzione dello Stemma dell’Ordine dei Servi di Maria verso la raffigurazione attualmente conosciuta compare intorno alla fine del XV secolo sulla coperta della Bolla Mare Magnum (1487), custodita nel Convento della SS. Annunziata di Firenze.[1]
Questa particolare bolla venne concessa da papa Innocenzo VIII su richiesta di fra Antonio Alabanti, priore generale dell’Ordine dei Servi e amico di Lorenzo il Magnifico, il quale s’impegno con decisione per ricomporre la divisione nell’Ordine tra frati “conventuali” e frati della Congregazione dell’Osservanza. Tentativo non semplice che trovò una forte resistenza soprattutto da parte degli Osservanti. Il Mare Magnum costituìsce così sia una sorta di ex-voto per risanare una lacerazione profonda quanto il primo tentativo di un Bollario dell’Ordine. Nel testo della bolla, sono infatti presenti tutte le precedenti bolle e i privilegi ottenuti dall’Ordine dei Servi di Maria dai tempi di Alessandro IV fino a Innocenzo VIII.[2]
Furono poi i padri del convento della SS. Annunziata, custodi del Mare Magnum, proprio per dare maggiore risalto al prezioso codice, a commissionare una ricca coperta presso una delle botteghe più prestigiose di Firenze, quella di Antonio di Salvi e Francesco di Giovanni, pagati tra maggio e giugno 1488. Il risultato è una preziosa composizione a mezzo busto di santi e beati dell’Ordine e della Congregazione dell’Osservanza, che posti sui nielli cantonali fanno da corona a due formelle centrali raffiguranti l’Annunciazione e lo Stemma dell’Ordine. La presenza degli stemmi del Card. de Michelis, protettore dell’Ordine, e dell’Alabanti, unitamente a quelli dell’Ordine e del convento di Firenze accentuano il carattere della riconciliazione fra i due rami dell’Ordine dei Servi.

Osserviamo lo stemma dell’Ordine posto sulla formella centrale: notiamo già tutte le componenti dello stemma più solenne che conosciamo attualmente. Al centro una S che però viene raffigurata come lo stelo attorcigliato di un giglio a tre fiori attorcigliato alla gamba centrale di quella che inconfutabilmente è la M di Maria. Sopra la M, viene posta una Corona. Nella parte superiore dello scudo una scritta Ave Maria, mentre tutt'intorno vi è posto un cartiglio che reca Ordinis Servorum Beate Marie.[3] Lo stemma è posto all’interno di una ghirlanda, con quattro teste di cherubini ai lati. Negli angoli un altro cartiglio riporta due volte la scritta: A Domino Factum est istud.[4]
Niello con Stemma conventuale
Sui nielli posti sul bordo possiamo notare invece quello che rappresenta lo stemma proprio del Convento di Firenze: abbiamo una S centrale attraversata dal gambo di un giglio che termina in alto con tre gigli. Sopra, un cartiglio con la scritta Ave gratia plena.
L’importanza dello Stemma dell’Ordine presente nel codice Mare Magnum è data da alcuni particolari:
-          alla fine del quattrocento esiste già uno stemma proprio dell’Ordine dei Servi di Maria. La diversità di composizione con quello del convento fiorentino, relativamente più semplice, indica la presenza di due tipi distinti per l’Ordine e per Firenze.
-          gli elementi base dell’attuale stemma dei Servi sono già tutti presenti. La S di Servi, la M di Maria, il giglio al centro e la corona. Nel tempo, il giglio avrà anche cinque e sette fiori.
-          vista l’importanza del pezzo, si potrebbe avanzare un ipotesi. Ovvero, lo stemma dei Servi come tipo conosciuto sarebbe stato impostato ed elaborato appunto per questa particolare evenienza. Si tratta di un ipotesi suggestiva, supportata dall’importanza del codice in oggetto e dal suo significato intrinseco.
Stemma per il giubileo 1525 (Cesena)
Per certo, la tipologia di stemma si consolida ben presto all’interno dell’Ordine, in quanto un immagine similare la ritroviamo per il  Convento di Santa Maria dei Servi per le celebrazioni del Giubileo dell’anno 1525. Le caratteristiche di base risultano le stesse già notate per il Mare Magnum: S centrale attorno alla M, corona in alto e tre fiori.
Stemma sul Chronicon... (1567)
Nuovamente questo tipo di raffigurazione dello Stemma dell’Ordine dei Servi compare nel Chronicon … (1567) di fra Michele Poccianti.[5] Riportato nell’ultima pagina del testo anche qui troviamo le stesse caratteristiche di base: S centrale attorno alla M, tre fiori che spuntano dal gambo centrale della M la cui parte inferiore termina con tre radiche; in alto una corona. Lo Stemma risulta riquadrato con tutt’intorno un frase che aumenta il carattere mariano dell’Ordine: Sicut lilium inter spinas, sic amica mea inter filias Hyerusalem.[6]


fra Emanuele M. Cattarossi
albatrosm2013@gmail.com



Schede per l'iconografia dello Stemma OSM
Vedi anche: 




[1] Si veda in proposito D.L. Bemporad, L’Oreficeria in E. Casalini – M.G. Ciardi Duprè Dal Poggetto L. Crociani D.L. Bemporad (a cura di), Tesori d’Arte dell’Annunziata di Firenze, Alinari, Firenze 1987, pp. 320-324 [schede nn. 37a e 37b]. Diversi studi della stessa Bemporad sono stati in seguito dedicati all’approfondimento di questo codice del quale tra i più recenti ricordiamo D.L. Bemporad, Mare Magnum in C. Sisi (a cura di), La Basilica della Santissima Annunziata. Dal Duecento al Cinquecento., Edifir-Firenze (Firenze), 2013, pp. 239-249.
[2] Cfr. D.L. Bemporad, L’Oreficeria, cit., p. 324.
[3] Cfr. ibidem…, p. 320.
[4] Citazione dal Salmo 118 (117), 23; ripresa anche in Mt 21,42.
[5] Titolo originale: M. Poccianti O.S.M. Chronicon rerum totius sacri Ordinis Servorum Beatae Mariae Virginia, in quo illustrium Patrum, qui sanctitate, doctrina et digitate in eo floruerunt, vitae atque actiones continetur. His addita sunt indulta pontificia eidem sacrae Religioni concessa; et omnes sanctiones in comitiis generalibus habitae ab anno 1233 usque ad ad 1566… Firenze, 1567. Edizione parziale in Monumenta O.S.M., XV pp. 5-92.
[6] Citazione dal Cantico dei Cantici 2,2 con “Hyerusalem” aggiunta come specificazione.

venerdì 6 giugno 2014

Asterischi - Presentazione del volume Studi sulla Santissima Annunziata di Firenze in memoria di Eugenio Casalini osm



Nel 1971, presso il Convento della Santissima Annunziata veniva edito il volume La SS. Annunziata di Firenze. Studi e documenti sulla chiesa e il convento di Eugenio Casalini, primo di una “Collana di Contributi per la Storia e per l’Arte a cura della Provincia Toscana dei Servi di Maria” poi meglio conosciuta come “Biblioteca Toscana dell’Ordine dei Servi di Maria”. Lo stesso Casalini, direttore della nuova collana, ancora prima del frontespizio ne indicava le linee guida di pubblicazione: «La presente collana edita dai Servi di Maria si prefigge di pubblicare quanto abbia riferimento diretto o indiretto, nel campo della storia e dell’arte, con i conventi e le chiese della Provincia Toscana dello stesso Ordine, appartenuti nel passato o retti nel presente dai suoi religiosi. Essa ha quindi lo scopo di presentare agli studiosi ciò che di inedito sull’argomento rimane ancora sparso negli archivi, di curare monografie, di raccogliere miscellanee di contributi atti ad illustrare e documentare una presenza spirituale che conta più di sette secoli di vita nella regione toscana».

Proprio alla memoria e al caro ricordo dell’opera del p. Eugenio Casalini (1923-2011), nel terzo anniversario della sua morte, è stata dedicato il X volume della collana “Biblioteca Toscana dell’Ordine dei Servi di Maria” intitolato Studi sulla Santissima Annunziata di Firenze in memoria di Eugenio Casalini osm. Non est in tota sanctior urbe locus, edito dalla Edifir Edizioni Firenze.

Questo ricco volume curato da p. Lamberto Crociani e dalla prof.ssa Dora Liscia Bemporad, oltre che dalla dott.ssa Giovanna Lambroni per la bibliografia, conta ben sedici contributi di studiosi riguardanti storia, culto e arte del convento e della chiesa della Santissima Annunziata di Firenze, santuario mariano della città e cuore dell’Ordine dei Servi di Maria.

Un momento della presentazione
La presentazione del volume si è svolta nella sala dell’Annunciazione nel pomeriggio del 5 giugno 2014. Davanti ai molti presenti, frati e suore dell’Ordine dei Servi, amici e parenti del p. Eugenio, oltre a diversi ricercatori e studiosi, il priore conventuale della SS. Annunziata di Firenze, p. Gabriele Alessandrini ha ricordato in maniera commossa il “frate” e la costante dedizione alla studio della storia del santuario fiorentino e alle sue memorie artistiche e di culto. Parimenti, il priore provinciale della provincia SS. Annunziata, p. Sergio Ziliani ha tratteggiato alcune caratteristiche importanti del p. Eugenio indicandolo come “uomo innamorato dell’Ordine”, per la capacità di “unire in armonia, continuità col passato e rinnovamento come segno e concretizzazione di una speranza vera”, come “uomo della cultura” in quanto “grande studioso di storia dell'arte, non solo di quella concernente l’Ordine dei Servi di Maria, come testimonia la sua bibliografia, ma di ogni espressione che sappia tradurre la vera Bellezza”, e come “uomo innamorato della Vergine Annunziata” perché proprio “l'Annunziata fu, per il suo cammino di uomo e di frate, Colei che lo guidò da una ricerca del bello tutta terrena alla maturazione piena della Bellezza eterna, all'amore per l'uomo con i suoi limiti, ma anche con la sua perenne immagine divina”.
Seguiva quindi la presentazione del volume. Per prima interveniva la prof.ssa Anna Benvenuti, direttrice del SAGAS (Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettolo dell’Università degli Studi di Firenze), la quale unendo i ricordi e riflessioni circa la sua lunga e costante frequentazione della Santissima Annunziata di Firenze e dell’Ordine dei Servi di Maria in generale, offriva alcune delucidazioni in merito alla prima parte del volume, dedicata a contributi di carattere storico in merito al Convento e alla Chiesa della santuario fiorentino.
Al prof. Cristiano Giometti, ricercatore del SAGAS, toccava invece la seconda parte del testo imperniata su contributi inerenti il ricco patrimonio artistico e cultuale della Santissima Annunziata di Firenze. Attraverso una spiegazione quanto mai esaustiva ma altrettanto coinvolgente, veniva mostrato ai presenti il ricco “scrigno” di tesori costituito dal santuario fiorentino.
Chiudeva la presentazione il p. Lamberto Crociani, ispiratore e curatore, insieme alla prof. Bemporad, del volume in memoria del Casalini, oltre che suo allievo come frate e studioso. Dopo aver ricordato e ringraziato tutti i collaboratori per il lavoro del volume oltre a quanti si sono adoperati per la buona riuscita della presentazione, il p. Lamberto aggiungeva ancora un suo personale e commosso ricordo del p. Eugenio, “amico e maestro”, dimostrando ancora una volta la riconoscenza della Santissima Annunziata di Firenze e dell’Ordine dei Servi di Maria per “il suo cammino di fede, di preghiera, di studio e di servizio”…


fra Emanuele M. Cattarossi
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In memoria di p. Eugenio M. Casalini (1923-2011)

In occasione della presentazione del volume Studi sulla Santissima Annunziata di Firenze in memoria di Eugenio Casalini osm. Non est in tota sanctior urbe locus (5 giugno 2011), riportiamo qui di seguito l'intervento del priore provinciale della provincia SS. Annunziata dell'Ordine dei Servi di Maria, p. Sergio M. Ziliani, in ricordo del p. Eugenio Casalini (+ 2011), stimato storico e ricercatore dell’Ordine dei Servi di Maria

fra Emanuele M. Cattarossi
albatrosm2013@gmail.com

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P. Eugenio M. Casalini (1923-2011)
Buonasera e un benvenuto a tutti.
È motivo di gioia, questa sera, ricordare con la presentazione del libro “Studi sulla Santissima Annunziata di Firenze, in memoria di Eugenio Casalini, osm”, questo frate Servo di Maria e studioso, nel terzo anniversario della sua morte.
Il lavoro che viene presentato è nato come desiderio, dei frati della Provincia religiosa della SS. Annunziata e in modo particolare dei frati del Convento della SS. Annunziata, di rendere omaggio a un uomo e frate che ha dedicato tutta la sua vita all’Ordine e alla Provincia, in modo particolare proprio qui nel Convento radice dell’Ordine dei Servi di Maria.
Per questo motivo desiderio ringraziare tutti coloro che hanno collaborato affinché questo desiderio si potesse realizzare. Cito solo i curatori dell’opera, p. Lamberto Crociani, osm e Dora Liscia Bemporad, e in loro tutti gli estensori dei diversi contributi qui raccolti.

Ricordare p. Eugenio, è per noi fare memoria di un uomo che ha saputo coniugare, ad alto livello, la vita religiosa e quella spirituale con la vita culturale, mostrando con la sua meticolosa ricerca interiore e di studioso, la concretezza di una vita che si è lasciata coinvolgere da ogni realtà, senza però lasciarsi trasportare dalla medesima, anzi offrendo sempre uno spunto nuovo di lettura o di approfondimento, di ricerca e di concreta realizzazione, segnata dall’amore profondo alla storia non come evento del passato bensì come realtà vivente e germe di nuova linfa vitale.
 
Per questo motivo mi piace pensare a p. Eugenio come:
 
1. Uomo innamorato dell’Ordine. Nella sua lunga vita, p. Eugenio, ha saputo donare ad ogni fratello la sua esperienza e la sua presenza, il suo contributo in qualità ed in servizio. Lo ricordiamo come Priore conventuale alla SS. Annunziata, dove ha trascorso 61 anni, circa, della sua vita religiosa; come Consigliere provinciale; come membro di diversi Capitoli generali dove ha offerto il suo contributo, soprattutto nella stesura delle nuove Costituzioni. In tutti questi servizi p. Casalini ha saputo unire in armonia, continuità col passato e rinnovamento come segno e concretizzazione di una speranza vera. All’interno della Provincia religiosa poi è stato Archivista storico fino a pochi anni dalla sua morte, quando ormai le forze lo stavano abbandonando. Anche in questo servizio ha saputo divenire meticoloso ricercatore di quelle fonti che lo hanno portato a scoprire le radici che hanno dato vita al nostro Ordine e che come tali sono divenute pietre miliari per la nostra Storia. Come Priore del Convento fiorentino della Ss.ma Annunziata fu attento non solo alla vita comunitaria, ma anche fu amante della sua bellezza, che ha goduto ogni giorno come vera esperienza spirituale e contemplativa. Ne ha curato con profondo gusto l'arredamento, la disposizione delle opere d'arte e la conservazione dell'archivio. I nove anni di priorato dal 1979 lo hanno visto protagonista di importanti memorie centenarie dell' Ordine, che hanno avuto grande risonanza non solo nella città di Firenze. In questo periodo di priorato il convento tornò ad un dialogo forte ed intenso con l'Università fiorentina.
 
2. Uomo della cultura. P. Eugenio fu insegnate di storia e di storia dell'arte nel liceo del professato dei Sette Santi a Firenze e, per un ventennio circa, docente di iconografia mariana presso la nostra Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” in Roma. Fu direttore e cofondatore della Biblioteca toscana dei frati Servi di Maria, che oggi al vol. X occupa la sua memoria.  Fu anche fondatore e direttore della collana di studi storici e artistici del convento, “Colligite”. Rifondò negli anni ’80, divenendone direttore fino alla morte, il bollettino del Santuario della della SS. Annunziata, offrendo al suo interno contributi culturali, da quello storico a quello artistico a quello legato alla pietà popolare. Fu un grande studioso di storia dell'arte, non solo di quella concernente l’Ordine dei Servi di Maria, come testimonia la sua bibliografia, ma di ogni espressione che sappia tradurre la vera Bellezza. Fu uno storico e critico apprezzato negli ambienti artistici non solo italiani.
 
3. Uomo innamorato della Vergine Annunziata. Il Cuore della Città e della Chiesa di Firenze è anche il Cuore del nostro Ordine di Servi di Maria, e questo cuore è quella piccola ma bella Cappella della SS. Annunziata, dove p. Eugenio amava contemplare la “Madonna dei Servi” e pregare in silenzio, educandosi all'ascolto e alla meditazione. L'Annunziata fu, per il suo cammino di uomo e di frate, Colei che lo guidò da una ricerca del bello tutta terrena alla maturazione piena della Bellezza eterna, all'amore per l'uomo con i suoi limiti, ma anche con la sua perenne immagine divina. Partendo da questa contemplazione ha saputo divenire non solo custode di una memoria Mariana, ma espressione di quella presenza amicale tutta mariana, accanto all’uomo di ogni tempo e di ogni estrazione sociale e culturale, divenendo cultore di quell’Amicizia umana che si è trasformata, sull’esempio dei nostri Sette Santi Padri, in Amicizia spirituale con ogni creatura.
 
Molti altri aspetti potremmo elencare di p. Eugenio, ma credo che ognuno potrà portarli nel proprio cuore come esperienza umana e spirituale, quale dono ricevuto.
Pertanto la miscellanea, che ora verrà presentata, diventa espressione di questo dono che è stato p. Eugenio e al contempo la testimonianza del nostro affetto e della nostra riconoscenza, non solo da parte di noi confratelli della Provincia della SS. Annunziata, ma anche di tanti amici e studiosi dell'Università fiorentina. Ancora grazie e buona continuazione.
 
p. Sergio M. Ziliani
priore provinciale
provincia SS. Annunziata O.S.M.