martedì 9 dicembre 2025

Note per i Servi di Maria nel messaggio di papa Leone XIV al 215° Capitolo Generale OSM

Nel corso del 215° Capitolo Generale dell'Ordine dei Servi di Maria, svoltosi dal 9 al 30 novembre 2025 presso Ariccia (Roma), un momento importante è stato dedicato all'udienza in Vaticano con papa Leone XIV il giorno 24 novembre 2025. 

Partecipanti del Capitolo Generale OSM 2025
e membri della Famiglia Servitana
in una giornata di fraternità (22.11.2025)  

L'incontro con i capitolari è stato occasione per il papa di indirizzare un pensiero e una riflessione all'Ordine dei Servi di Maria (si rimanda al testo qui). Tale testo va in qualche maniera conosciuto e al tempo stesso necessità di alcune annotazioni a margine che, sperando possano essere d’aiuto, andiamo ad esporre.

 

Tre Fonti a cui tornare.

Dopo un breve saluto e richiamo iniziale a vivere il Capitolo Generale come momento di "ritorno alle fonti e al tempo stesso uno sguardo lanciato verso il futuro" al fine di recuperare attraverso la memoria una capacità "di creatività e di profezia", il papa indica tre sorgenti a cui tornare: il Vangelo, la Regola, l'ascolto del grido dei Poveri.

Papa Leone XIV

Il passaggio riguardante il Vangelo, papa Leone lo esplica attraverso due citazioni di papa Francesco (+2025) nella lettera apostolica A tutti i consacrati nell'Anno della Vita Consacrata del 21 novembre 2014 (si veda qui) , parlando dell'adesione intera a Cristo. In questo caso si può suggerire nel tempo una rilettura e una riflessione sul capitolo VIII della Legenda de Origine [1] intitolato "La loro perfetta carità verso Dio, sè stessi e il Prossimo" in cui i paragrafi dal 35 al 39 offrono chiavi di lettura molto particolari in merito riguardo all’esperienza dei Sette Santi Fondatori.

La seconda fonte viene esplicitata dal papa in una estensione che alla Regola di Sant'Agostino aggiunge il riferimento alle Costituzioni dei Servi di Maria e al patrimonio spirituale che proviene dalla storia propria dell'Ordine. Questo porta ad una chiave esegetica mediata dallo Spirito che offre una lettura e interpretazione della Parola di Dio. In questo senso, è utile ricordare all'interno della Legenda beati Philippi o "Vulgata"[2], la spiegazione che San Filippo Benizi offre dell'Ordine nell'incontro con due frati predicatori tedeschi che chiedono conto della "religione dell'Ordine". San Filippo così si esprime:

«Se volete sapere della nostra origine, siamo nativi di questa regione; se domandate di che condizione siamo, ci chiamano Servi della Vergine gloriosa, della cui vedovanza portiamo l’abito; facciamo vita secondo l’esempio dei santi apostoli, cerchiamo di vivere secondo la regola del santissimo dottore Agostino» (Legenda beati Philippi n. 8). 

Possiamo notare una piccola dinamica in questo testo. San Filippo ad un punto indica del vivere dei Servi "facciamo vita" che nella citazione ai santi apostoli offre un richiamo alla prima comunità cristiana di Gerusalemme capace di presentare "un cuore solo e un'anima sola” (cfr. At 4,32). Subito dopo aggiunge "cerchiamo di vivere" secondo la regola di Sant'Agostino. In questo caso è utile richiamare il testo del punto 3 della Regola che spiega il motivo del vivere insieme con queste parole:

«Il motivo essenziale per cui vi siete insieme riuniti è che viviate unanimi nella casa (Cfr. Sal 68 (67), 7) e abbiate una sola anima e un sol cuore protesi verso Dio (Cfr. At 4, 32)» (Regola Agostino, n. 3).

Inevitabile notare la sottile coincidenza di citazione che il redattore della Legenda Vulgata mette in bocca a san Filippo. Emerge quindi una dinamica che da un lato offre anzitutto un ideale da perseguire e sperimentare (la comunità degli Apostoli), dall'altro - nella Regola - un indirizzo e un’istruzione per raggiungerlo (congiungendo con semplice efficacia nei primi due paragrafi della Regola il richiamo al Comandamento dell'Amore alla necessità di norme per chi vive in monastero). 

Riguardo alla terza fonte essa viene identificata nell'ascolto del "grido dei poveri". La tematica del capitolo - “Essere Servi in un mondo polarizzato, per edificare ciò che ci unisce valorizzando le differenze” - in qualche maniera e misura identificava la presenza sempre più forte di squilibri e differenze che nella società puntano a dividere piuttosto che a unire. Tematica non semplice, che interroga costantemente nel quotidiano e nella repentinità o meno di una risposta o di un’azione il nostro vivere. In questo l'Ordine dei Servi trae dalla sua spiritualità continui e numerosi esempi di attenzione al "grido dei poveri" dovunque essi siano. Volendo citarne uno su tutti possiamo riflettere sull'azione di Sant'Antonio Maria Pucci che rispondendo ai fratelli che lo vedevano sfinito per l'impegno in favore dei poveri nella Viareggio di metà Ottocento, diceva:  


«Non è necessario aver vita lunga, ma è necessario approfittare dell’ora che Dio ci dà per fare il proprio dovere»[3].

E davvero il Pucci testimoniò una capacità di ascolto di questo grido ascoltandolo nella silenziosità di "Nonno sonno", un povero in età avanzata che nell'inverno 1891-1892 dormiva per strada nel freddo più intenso senza nulla per coprirsi. A lui il Pucci donò il proprio di mantello, esponendosi al freddo invernale e donandosi ancora senza posa fino alla morte, avvenuta pochi giorni dopo per via di una polmonite fulminante[4].

Sant'Antonio Maria Pucci
dona il mantello a "Nonno Sonno"

Tre mezzi per un agire nell’oggi.

A queste tre fonti, il papà aggiunge poi tre mezzi: fraternità, servizio e spiritualità mariana.

Nell'indicare la fraternità, il papa sottolinea il caso dell'Ordine dei Servi di Maria, unico nato attorno ad un gruppo di sette amici. Un vero "gruppo evangelico" dice il papa in una silenziosa citazione di un testo sui Sette Santi edito nel 1969 a cura di Andrea Dal Pino dal titolo Un gruppo evangelico del duecento. I sette fondatori dei Servi di Maria. Peraltro, a questo passaggio di papa Leone non deve mancare un ricordo della citazione di papa Francesco all'interno dell'esortazione apostolica Gaudete et Exsultate sulla chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo del 19 marzo 2018 (si veda qui). Al n. 141 infatti papa Francesco ricordava come:

«La santificazione è un cammino comunitario, da fare a due a due. Così lo rispecchiano alcune comunità sante. In varie occasioni la Chiesa ha canonizzato intere comunità che hanno vissuto eroicamente il Vangelo o che hanno offerto a Dio la vita di tutti i loro membri. Pensiamo, ad esempio, ai sette santi fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria...» (Gaudete et Exultate, n. 141).

La stessa citazione venne poi riproposta nel messaggio offerto ai partecipanti del 214° Capitolo Generale dell'Ordine dei Servi nell'incontro con papa Francesco il 25 ottobre 2019 (si veda qui).

Riguardo al servizio, il papa fa riferimento all'esperienza dei Servi presso l'Ospedale di Fonte Viva del Bigallo. Tale citazione richiede qualche chiarimento, affinchè non diventi un semplice clichè d'occasione. Dell'Ospedale di Fonte Viva del Bigallo viene fatto riferimento in un atto del 28 marzo 1245, stipulato tra due parti contraenti che vanno entrambe denominandosi "Servi di Santa Maria"[5]. La presenza in uno di questi due gruppi di Arrigo di Baldovino, figura decisiva nel 1250 per l'acquisto del terreno in Firenze dove i Servi iniziano la costruzione dell'oratorio di Santa Maria di Cafaggio (oggi divenuto la SS. Annunziata)[6], e in seguito oblato egli stesso dell'Ordine nel 1265[7], portò Franco Andrea Dal Pino a ipotizzare positivamente "uno stretto rapporto tra i dati enumerati e il sorgere della comunità religiosa dei Servi che proprio in quel momento deve aver preso il suo definitivo avvio"[8]. Lo stesso Dal Pino poi cerca di accordare i dati della documentazione con i paragrafi della Legenda de Origine che parlano del programma penitenziale di vita (n. 30) che i fondatori intrapresero prima di ritirarsi a vivere insieme (n. 31), oltre alle parti in cui si nota come il gruppo dei Fondatori mantiene un contatto con la vita fiorentina (nn. 35-39) prima del ritiro verso Monte Senario[9].

Legenda de Origine ordinis Servorum,
codice conservato all'Archivio Generale OSM

Proseguendo, una correzione (mancano un paio di virgolette) e una specifica merita il passaggio "per seguire nudi il nudo Signore". Si tratta di una ripresa dell'inno dell'Ufficio delle Letture della Solennità dei Sette Santi Fondatori (17 febbraio)[10], opera di Davide Maria Turoldo (+1992) che alla quinta strofa recita così: 

“E fu vessillo per loro la croce,

la sua passione fu loro passione
e nudi il nudo Signore seguirono, 
di tutti i poveri resi fratelli”.

A tale immagine, potente e radicale al tempo stesso, possiamo accostare la gestualità silenziosa e forte di un passaggio della Legenda de Origine:

«Tutti, deposte le vesti preziose e indossati abiti più dimessi, presero dapprima un mantello e una tunica di panno bigio» (n. 30).

Sempre nel servizio tra gli impegni di applicazione che il papa indica ai Servi di Maria vi pure l'attenzione a "un’ecologia integrale a tutela del creato e delle persone nei luoghi in cui operate". Immagine particolare che nei nostri giorni richiede una capacità di osservazione e contemplazione del creato, spesso travolta dalla frenesia di ottenere risultati e dalla ricerca di visibilità per sè stessi.

Uno sguardo sul creato può essere offerto nella riflessione che nuovamente le Legenda de Origine offre al n. 41. Ritiratisi da Firenze i Sette salgono verso l'Appennino e nel vedere il Monte da lontano ne sono attratti e là:

«Da lontano essi scorsero il monte indicato loro da Dio: si innalzava al di sopra dei monti circostanti. Si avvicinarono per vedere com'era fatto. In cima trovarono una radura bellissima, anche se piccola: da una parte una fonte di ottima acqua, tutt'intorno un bosco ordinatissimo, come se fosse stato piantato da mano umana. Questo era davvero il monte preparato loro da Dio» (Legenda de Origine, 41).

Lo sguardo dei Sette è uno sguardo profondo sul creato, che sa apprezzare e identificare. Un’ecologia integrale parte necessariamente da questa capacità.

Antonio Morghen (1788-1853), I Sette Santi arrivano a Monte Senario (1846)
Sagrestia del Sacro Eremo di Monte Senario.

Il terzo mezzo è individuato dal papa nella Spiritualità Mariana. Notiamo che in questo passaggio invece di indicare genericamente "la più antica storia dell'Ordine" poteva essere nominata espressamente la Legenda de Origine. Infatti la citazione “praecipui amatores dominae nostrae” si ritrova al n. 18 della Legenda stessa. Va ricordato peraltro che la Legenda de Origine - e di riflesso la stessa spiritualità servitana – nei paragrafi 24, 25 e 53 indica con chiarezza Santa Maria come Fondatrice dell'Ordine dei Servi.

Cita poi il papa il lodevole sforzo e lavoro svolto nel promuovere la spiritualità mariana sia attraverso la Pontificia Facoltà Teologica «Marianum», quanto attraverso la cura e il servizio pastorale svolto nei diversi santuari mariani affidati all'Ordine. E nuovamente, come già fatto nel giorno del Giubileo della Spiritualità Mariana (11 ottobre 2025), il papa torna a citare l'epilogo delle Costituzione dell'Ordine dei Servi di Maria, richiamando l'esempio di Maria ai piedi della Croce (si veda qui).

 

Conclusioni

In conclusione, sono molti e particolari gli aspetti che possono essere ripresi all'interno del messaggio di papa Leone XIV al 215° Capitolo Generale dell’Ordine dei Servi di Maria. In definitiva essi diventano una riflessione che le comunità dei Servi possono proporre al loro interno, pensando a come trovarne costantemente un’applicazione nel tempo presente. E al tempo stesso, le parole e le citazioni utilizzate dal papa spingono sempre più a recuperare sensi, conoscenze, esperienze, devozione, cultura, storia e fede di un Ordine che si avvia a compiere otto secoli di un lungo cammino. Da qui la necessità di annotazioni a margine, non per mero esercizio di stile o correzioni di forma, ma per il semplice e tranquillo piacere di riscoprire il proprio Ordine.


fra Emanuele M. Cattarossi

albatrosm2013@gmail.com

 



[1] Per il testo della Legenda de Origine viene utilizzata la traduzione apparsa in Fonti Storico-Spirituali dei Servi di S. Maria, vol. I, Vicenza 1998, pp. 191-260. Testo online su http://servidimaria.net/sitoosm/it/storia/fons1/04.pdf (ultima consultazione 8.12.2025).

Per le parti in latino si rimanda a https://www.testimariani.net/OSM/Legenda/LO-testo-latino.pdf (ultima consultazione 8.12.2025)

[2] Per il testo della Legenda beati Philippi o “Vulgata” viene utilizzata la traduzione apparsa in Fonti Storico-Spirituali, I, pp. 266-284. Testo online su http://servidimaria.net/sitoosm/it/storia/fons1/06.pdf (ultima consultazione 8.12.2025).

[3] cfr. Paolo M. Orlandini, Sant’Antonio Maria Pucci. Notizia Biografica, in Sant’Antonio M. Pucci a cura di Ignacio M. Calabuig, (Commissio Liturgica Internationalis OSM, Communicantes 4), Roma, Edizioni Marianum (2004), p. 58; ripreso anche in Paolo M. Orlandini, Sant’Antonio Maria Pucci. Il pastore buono, il servo dell’Addolorata, il padre dei Poveri, Gorle (BG), Velar (2019), p. 22.

[4] cfr. Paolo M. Orlandini, Sant’Antonio Maria Pucci…, p. 72; Idem, Sant’Antonio Maria Pucci. Il pastore buono…, pp. 37-38.

[5] analisi ed edizione in F. A. Dal PinoI Frati Servi di s. Maria dalle origini all’approvazione (1233ca-1304), Lovanio 1972, I, pp. 770-778; II, pp. 203-204; regesto in Fonti Storico-Spirituali, I, p. 21 (n. 1).

[6] cfr. F. A. Dal PinoI Frati Servi di s. Maria, I, p. 840; II, pp. 205-206; regesto in Fonti Storico-Spirituali, I, p. 23 (n. 5).

[7] cfr. F. A. Dal Pino, I Frati Servi di s. Maria, I, pp. 951-952; II, pp. 252-253; regesto in Fonti Storico-Spirituali, I, pp. 35-36 (n. 21).

[8] cfr. F. A. Dal PinoI Frati Servi di s. Maria, p. 773.

[9] Cfr. ibidem, pp. 776-777.

[10] Commissione Liturgica Italiana dell’Ordine dei Servi di Maria, Liturgia delle Ore. Proprio dell’Ordine dei Servi di Maria, 1978, pp. 135.317.


venerdì 24 ottobre 2025

Riferimenti ai Servi di Maria in una meditazione di papa Leone XIV (11.10.2025)

Una gradita sorpresa ha offerto la meditazione di papa Leone XIV nella Veglia di preghiera e Rosario per la Pace dell'11 ottobre 2025, all'interno delle celebrazioni per il Giubileo della Spiritualità Mariana. Nella breve ma intensa meditazione (si veda qui) papa Leone XIV ha offerto almeno tre riferimenti all'Ordine dei Servi di Maria: l'epilogo della Costituzioni OSM; una poesia di Davide M. Turoldo; una lettura della Vigilia de Domina. Tuttavia, nel testo della meditazione non sono riportate specifiche note di riferimento e di rimando. Pertanto, sperando di fare cosa gradita, proviamo a presentarli di seguito.

Papa Leone XIV

L'epilogo delle Costituzioni OSM

Nel citare l’esempio delle Vergine Maria e la necessità di guardare a lei come esempio, papa Leone XIV in questo passaggio

Guardiamo alla Madre di Gesù e a quel piccolo gruppo di donne coraggiose presso la Croce, per imparare anche noi a sostare come loro accanto alle infinite croci del mondo, dove Cristo è ancora crocifisso nei suoi fratelli, per portarvi conforto, comunione e aiuto

ha offerto un piccolo riferimento alle Costituzioni OSM e in particolare al suo epilogo. Espressione sicuramente di grande effetto di cui vale ricordare il particolare cammino di elaborazione all'interno delle Costituzioni OSM. Questo testo proviene da p. Giovanni Vannucci (1913-1984), scritto quasi di getto per la prima stesura delle rinnovate Costituzioni OSM. Inizialmente esso era indicato come art. 58 della sezione “Vita Comune” [1], ma già nel testo redatto nel Capitolo Generale di Madrid del 1968 si accolse la proposta di collocarlo al termine come “Epilogo” [2]. Nel Capitolo Generale del 1977, nella presentazione del testo [3] il relatore si espresse così “I Servi di Maria debbono essere contenti di chiudere le loro Costituzioni con un simile testo”. E alla proposta di approvarlo per acclamazione, si registrò una “Esultante ovazione dell’Assemblea” [4]. Nella definitiva strutturazione del testo del 1987, questo articolo figurava come n. 319, mentre nella revisione del 2015 viene spostato al n. 299: questi aggiustamenti non cambiarono comunque la posizione di “Epilogo” del testo costituzionale.

Giovanni Vannucci (1913-1984), Servo di Maria.
Autore dell'Epilogo delle Costituzioni OSM

Papa Leone XIV dalle nostre Costituzioni riprende l’efficace immagine del secondo paragrafo sulla Madre ai piedi della Croce e delle infinite croci del mondo, che nel testo dei Servi viene indicata come “immagine conduttrice”. Si mantiene la parola “Conforto”, mentre “comunione e aiuto” sostituiscono “cooperazione redentrice” del testo costituzionale.

 

Poetica di Davide M. Turoldo

Appena più avanti, facendo seguito alla citazione della Madre ai Piedi della Croce, papa Leone XIV ha voluto citare questi versi di Davide M. Turoldo (1916-1992)

«Madre, tu sei ogni donna che ama;
madre, tu sei ogni madre che piange
un figlio ucciso, un figlio tradito.
Questi figli mai finiti di uccidere».

Citazione non casuale, appartengono alla poesia “Sotto il legno in silenzio” di Turoldo. Volendo essi si ritrovano nella Liturgia Propria dell'Ordine dei Servi all'interno dell'Inno dell'Ufficio delle Letture della festa di Santa Maria presso la Croce (Venerdì dopo la Quinta domenica di Quaresima) [5].

Davide M. Turoldo (1916-1992), Servo di Maria.
Poeta e figura profetica in ambito ecclesiale e civile.

Omaggiando il grande poeta e Servo di Maria friulano, il papa prende da questa poesia le prime tre righe della terza strofa e, saltando la riga “madri a migliaia, voi madri in gramaglie!”, il primo rigo della quarta. Si viene così a formare una particolare strofa che impatta con maggiore decisione sul dolore delle madri e sull’assurdità della violenza che porta a tante morti. E davvero, lo sguardo, il pensiero, la poesia di Turoldo emergono una volta in più con profonda lungimiranza.

 

Vigilia de Domina.

Al termine della Meditazione, sfruttando il particolare contesto di preghiera per la Pace, papa Leone XIV chiude rivolgendo una preghiera alla Vergine Maria. Essa è il risultato di una particolare elaborazione ad hoc nuovamente di testi dei Servi di Maria:

Santa Maria, madre dei viventi,
donna forte, addolorata, fedele,
Vergine sposa presso la Croce
dove si consuma l’amore e sgorga la vita,
sii tu la guida del nostro impegno di servizio.
Insegnaci a sostare con te presso le infinite croci
dove il tuo Figlio è ancora crocifisso,
dove la vita è più minacciata;
a vivere e testimoniare l’amore cristiano
accogliendo in ogni uomo un fratello;
a rinunciare all’opaco egoismo
per seguire Cristo, vera luce dell’uomo.
Vergine della pace, porta di sicura speranza,
Accogli la preghiera dei tuoi figli!

Nello specifico sono stati utilizzati testi tratti dal secondo formulario della Vigilia de Domina o Benedetta tu. 

Vigilia de Domina, Editio Typica 1980

Schema di composizione più recente [6] rispetto al primo – di maggiore antichità – tra le tre letture/orazioni da recitarsi dopo i salmi, il papa Leone XIV sceglie alcuni passaggi, in particolare dalla terza lettura “Alla Vergine ai piedi della Croce”. Vengono adattate al momento il primo saluto e la l’invocazione finale. Ugualmente alcuni termini vengono resi più opportunamente per il contesto di preghiera ma in sé costituiscono anche un gradito affinamento del linguaggio.

 

Un pensiero.

All’indubbio senso di piacere per sentire i nostri testi utilizzati in un momento così importante, è importante notare un particolare. Essi appartengono tutti ad un momento più recente del cammino dei Servi, caratterizzato da un profondo rinnovamento che però seppe guardare con attenzione alla sua storia e alla sua esperienza. Al tempo stesso, un momento di grande e profonda attenzione per il mondo e per le sue difficoltà, per la società e l’essere umano nella sua completezza. Ritrovati nella rielaborazione offerta da papa Leone XIV e pensando al contesto particolare in cui sono risuonati – un momento di profonda preghiera per la Pace – vanno definiti senza alcuna incertezza “profetici”.

Questo necessario costituisce un invito e uno sprone all’Ordine dei Servi affinchè mantenga sempre un atteggiamento attento sul mondo e sull’umanità. E ne sappia dar voce con profezia.


fra Emanuele M. Cattarossi

albatrosm2013@gmail.com

 



[1] Costituzioni dell’Ordine dei Frati Servi di Maria commentate dalle relazioni ufficiali dei capitoli generali e del consiglio generalizio, Roma, Curia Generalis O.S.M. 1989, p. 530.

[2] Indicato come art. 268. Costituzioni cit., p. 531.

[3] Indicato come art. 290, Costituzioni cit., p. 532.

[4] Costituzioni cit. p. 532.

[5] Commissione Liturgica Italiana dell’Ordine dei Servi di Maria, Liturgia delle Ore. Proprio dell’Ordine dei Servi di Maria, 1978, pp. 163-164.

[6] “17. Il nuovo formulario risponde al desiderio di rivolgere alla Vergine un ossequio che, nella struttura dell’antica Vigilia de Domina, proponga alcuni contenuti della pietà mariana dei Servi, quale è espressa nelle rinnovate Costituzioni” in Vigilia dei Domina. Ufficio dei Servi a Santa Maria, (Mariale Servorum 2), Romae, Curia Generalis (1980) p. 21.


martedì 15 luglio 2025

[NOTEPAD] Verso il CCXV Capitolo Generale dell’Ordine dei Servi di Maria (Ariccia, 9-30/11/2025)

Dal 9 al 30 novembre 2025, si svolgerà ad Ariccia (Roma) il CCXV Capitolo Generale dell'Ordine dei Servi di Maria. Tema guida di questo momento sarà "Essere Servi in un mondo Polarizzato: edificare ciò che ci unisce, valorizzando le differenze individuali, sociali, culturali". Ne tracciamo alcuni appunti.


Un cammino "recente".

Tralasciando un excursus storico (già precedentemente trattato qui) notiamo alcune particolarità e ricorrenze del Capitolo Generale 2025. In primo luogo, questo capitolo si pone curiosamente nella scia di due ricorrenze. La prima sono i sessant’anni dal Capitolo Generale del 1965, celebrato presso la SS. Annunziata di Firenze (con sessioni tenute addirittura nella Cappella del Capitolo del convento). In questo capitolo si decise l’avvio della revisione delle Costituzioni OSM – anticipando peraltro di qualche mese l’uscita del decreto del Concilio Vaticano II sul rinnovamento della vita religiosa Perfectae Caritas (28 ottobre 1965) – per le quali nel 1968 (Madrid, Majadahonda) e nel 1974 (Roma) vennero convocati dei Capitoli straordinari per la revisione dei testi, poi promulgati nel 1987. La seconda sono i trent’anni dal Capitolo Generale di Città del Messico del 1995, primo e finora unico capitolo generale fuori dall’Europa, assise particolare pure per il fatto di promulgare nei testi capitolari delle linee ispirative a cui si cerco di dare massimo risalto oltre che a indirizzare due brevi ma importanti lettere – una all’allora segretario generale delle Nazioni Unite Boutros Ghali, per indicare e ribadire l’impegno dell’Ordine a sostenere l’azione dell’ONU nella ricerca della Pace e una al presidente francese Jacques Chirac, per esprimere la propria protesta contro la ripresa degli esperimenti nucleari francesi nel Pacifico – che esprimono l’attenzione dell’Ordine dei Servi di Maria sulla tematica della Pace [1].

Frati Capitolari al Capitolo Generale del 1965 a Firenze

Osserviamo poi che la scansione dei capitoli generali più recenti in effetti mostra un continuo basarsi su Roma – o nelle prossimità – anche a motivo della maggiore centralità dell’Urbe rispetto a tutte le giurisdizioni dell’Ordine e di una organizzazione più semplice. Dal 1965 su tredici capitoli, almeno sette sono stati celebrati a Roma.  

Tra le restanti celebrazioni, vediamo come il capitolo del 1965 a Firenze in qualche maniera segni il punto d’arrivo di una certa visione dell’Ordine e un’apertura a tempi nuovi. I capitoli di Madrid (Majadahonda) nel 1968 e di Opatja del 1971, sono decisamente curiosi perché in appena tre anni, l’Ordine sceglie due sedi “fuori” Italia: Spagna e ex-Jugoslavia, attualmente Croazia. Anche le sedi di Barcellona (1977) e Pietralba (2013) rappresentano alternative particolari.

Foto di gruppo dei frati partecipanti al
Capitolo Generale 2019 - Ariccia


Un cammino di trasformazione.

Un altro importante e non indifferente particolare riguarda una trasformazione nel tempo dell’Ordine [2]. Scorrendo il Catalogus OSM del 1964 [3], possiamo indicare come nel 1965 al capitolo generale di Firenze, l’Ordine dei Servi di Maria si strutturava nella seguente maniera: 

in Italia sei province religiose (Toscana, Romana, Romagnola, Piemonte, Veneto, Italia Meridionale) e un commissariato provinciale in Sicilia; 

- in Europa vi erano province religiose in Inghilterra e Tirolo, e ancora esisteva nominalmente una provincia Ungherese; vi erano poi indicati due rettorati provinciali – Spagna e Belgio – e un commissariato provinciale in Francia; 

- oltreoceano vi erano due province negli USA – “Beate Virginis Perdolentis” e “St. Ioseph” – oltre alle province religiose in Canada e Brasile. Vi sono poi una serie di interessanti realtà: commissariato provinciale in Acree e Purus; commissariato provinciale “de Maria Immacolata” in Argentina (zona Rioplatense); missione “de Maria Regina” in Cile; commissariato Venezuelano; commissariato provinciale “de Maria Corredemtrice” in Messico; 

ancora poi troviamo missioni in Africa australe - missione in Swaziland, missione “De Maria Assumpta” in Transvall, missione in Zululand – e in Australia.

Ricavando poi qualche dato dalla Tavola Cronologica OSM nell’edizione del 2004, si nota un complessivo di 1683 frati su 246 presenze. Si noti però l’insieme dei titoli per indicare le varie realtà dell’Ordine e come di li a pochi anni si passerà a denominazioni più conosciute – provincia, vicariato, delegazione -: questo mostra come in qualche maniera davvero il Capitolo Generale di Firenze del 1965 sia l’ultimo di un certo modo di intendere l’Ordine dei Servi.

La sala del Capitolo alla SS. Annunziata preparata
per i lavori del Capitolo Generale 1965 a Firenze

L’evoluzione dell’Ordine negli ultimi sessant’anni si caratterizza sia per una riduzione numerica di frati, quando per una rimodulazione molto forte delle sue presenze. Vediamo in sintesi strutturalmente: 

- in Italia restano tre province religiose delle sei precedenti

- in Europa rimangono le province di Tirolo e “delle Isole” (dall’unione tra Provincia Inglese e delegazione Irlandese), mentre in Spagna, dopo un breve periodo di elevazione a Provincia, le realtà lì presenti sono indicate come Delegazione. Concluse le presenze in Germania e Belgio, come pure quanto restava dell’antica provincia Ungherese, rimane una presenza in Francia.

- rimane nell’America Settentrionale la provincia Canadese, mentre le due province negli U.S.A. si sono unificate in una sola. Appare tuttavia una nuova Provincia, quella Messicana, eretta nel 1995.

- nell’America Meridionale, rimane la Provincia Brasiliana alla quale si affianca il nuovo soggetto della Provincia Santa Maria de Los Andes, nata dalla fusione del Vicariato Andino (presenze dei Servi in Cile e Bolivia) e dalla Delegazione Rioplatense. Conclusa l’esperienza dei Servi in Venezuela, rimane però quella in Colombia.

- in Africa, ridimensionate le realtà della parte australe (chiusura del Vicariato del Transvall, riduzione a Delegazione e poi chiusura della stessa in Swaziland, oggi eSwatini) rimane solo la Delegazione dello Zululand, una comunità in eSwatini e una nel territorio del Mozambico, oltre ad un inizio graduale di ripresa nel Transvaal. Ben diverso lo sviluppo della presenza dei Servi in Uganda a partire dal 1987: ad oggi la Delegazione dell’East-Africa (2005) indica presenze in Uganda, Kenia e Repubblica Democratica del Congo.

- l’Asia al momento rappresenta l’aera di espansione e di futuro più particolare per l’Ordine dei Servi di Maria. In India, dopo lungo cammino, esiste oggi una provincia religiosa – Aikiya Annai eretta nel 2011 –, già impegnata in un ulteriore sviluppo nello Stato del Myanmar (ex-Birmania) dal 2007. Nelle Filippine, la presenza dei Servi iniziata nel 1984 è eretta a Vicariato (2004), aprendosi a caute aperture di nuove fondazioni. Per impulso della provincia messicana, nuove presenze sono state aperte in Indonesia.

- in ultimo, rimane una presenza, anche se sempre più ridotta dei Servi in Australia.

Aggiungiamo che numericamente da una rilevazione del 2018, l’Ordine contava 792 frati su 131 presenze [4].

Frati in preghiera in un momento
del Capitolo Generale 2013 a Pietralba

Tale sviluppo è necessariamente un particolare di cui tener conto, anche perché non si riscontra un così profondo cambiamento dell’Ordine in tutta la sua storia, se ci eccettuano i periodi delle Soppressioni nel secolo XIX. D’altronde la riduzione del numero di frati, vocazioni e presenze, e una conseguente rimodulazione venne affrontato nel 2007 in uno studio statistico opportunamente commissionato [5]. Alla data di oggi si può notare come le previsioni risultino effettivamente avvenute. Si analizzi poi alcuni piccoli dati di un certo significato:

- nel 1995, presenti ancora sei province religiose in Italia, i delegati eleggibili di tali realtà (senza i priori provinciali) erano 15; nel 2001 ad unificazioni avvenute la cifra scende a 10; nel 2019, vista la contrazione di frati delle tre realtà la cifra scende ulteriormente a 7;

- nello stesso periodo, per le realtà dell’Asia, nel 1995 vi è un solo delegato tra i votanti (oltre a due frati invitati ma senza diritto di voto); nel 2001, vi sono due rappresentanti di delegazioni e due delegati eletti; nel 2019, i delegati eleggibili sono 4 eletti (senza contare i priori o vicari provinciali) [6].

Un così drastico cambiamento – che investe non soltanto il dato numerico ma anche un approccio culturale – chiede quanto meno un ripensamento strutturale e di rapporti tra giurisdizioni.  Similarmente potrebbe essere posta una domanda o un intendimento circa i servizi pastorali che le comunità vengono chiamate a svolgere.

 

2019-2025, un sessennio molto particolare.

Il capitolo generale del 2019 si chiuse alla fine dell'ottobre dello stesso anno, lasciando una serie di documentazioni che parevano indicare un sessennio impegnativo ma comunque transitivo verso il prossimo capitolo generale.

I fatti successivi si sono incaricati di smentire tale possibilità. Appena pochi mesi dopo, la pandemia da COVID-19 ha scosso profondamente le coscienze e la percezione sociale. Inoltre, ha prodotto un forzato svuotamento delle chiese e un forte indebolimento nella percezione delle comunità cristiane. La pandemia ha generato in particolare allontanamento e diffidenza.

Un momento di fraternità durante
il Capitolo Generale del 2007 ad Ariccia

La “Terza guerra mondiale a pezzi” per usare un’espressione profetica del 2014 di papa Francesco ha sconvolto ulteriormente gli equilibri mondiali e va di riflesso sulla percezione dell’Ordine nell’oggi. Pur non direttamente situate su un fronte di guerra, le nostre presenze ne avvertono gli effetti di lungo periodo, sia dal punto di vista economico quanto sociale. In questo, è senz’altro lodevole la dichiarazione del capitolo provinciale di Piemonte-Romagna del 2025 contro la guerra in Medio-Oriente. Ed è auspicabile da parte del Capitolo Generale 2025 un pronunciamento in favore di una pace che, per riprendere le prime parole del nuovo papa Leone XIV, sia “disarmata e disarmante” [7].

Scuote poi senz’altro l’emergere di una deriva autorità e dirigista in molte democrazie occidentali – al punto da coniare il termine di “democrature” - oltre, negli ultimi tempi, ad un ricorso più spinto e mal celato di shock-politics [8]. In particolare, questa deriva politica identifica in una maniera più spinta la problematica dell’immigrazione globale, quando diversamente dovrebbe interrogarsi su una serie di processi economici e sociali [9]. Peraltro, nella società appaiono segnali particolari di forte tensione, tra i quali il fenomeno delle great-resignation – “grandi dimissioni” dal lavoro – costituisce uno degli ambiti più particolari [10]. Contestualmente si nota con frequenza la presenza di classi dirigenti impreparate ad alti livelli, ma pure su quadri più intermedi – il cosiddetto project management – e con la pericolosa tendenza a minimizzare i problemi e rispondere con soluzioni precarie alle questioni di lungo termine: problema di non poco conto, perché rischia alla lunga di produrre un collasso delle strutture o di varie realtà, grandi e piccole che siano [11].

Tutto questo carico di pesi e difficoltà va poi inevitabilmente ad incidere sul singolo essere umano e sulla sua modalità nel percepire la società e il proprio ruolo, con conseguenti riflessi anche sulla vita religiosa. Negli scritti attuali del filosofo coreano Byung-chul Han si notano con una certa chiarezza alcune problematiche di fondo – con l’indicazione di una società della “stanchezza” e una della “trasparenza” [12] – come pure anche possibili risposte – una decisa contrapposizione alla società “dell’angoscia” e un recupero della capacità di inazione e contemplazione [13] – per uscire dalla morsa del tempo. Peraltro, la società attuale vive di Big Data che però necessita di recuperare una lettura su un criterio di scala pertinente, per acquisire spessore di narrazione [14]; e al tempo stesso, il singolo essere umano necessità talvolta di non sapere per recuperare la qualità profonda della meraviglia [15].

Frati partecipanti al Capitolo Generale 2019
in Udienza da papa Francesco

Non a caso papa Francesco nell’Enciclica Fratelli Tutti (2020) [16] dedicata alla fraternità e all’amicizia sociale, ha messo in chiaro risalto l’emergere di un “mondo chiuso” contrapponendogli la necessità di un “mondo aperto”. In particolare i paragrafi 112-113, presi in annotazione nella presentazione dell’Agenda del Capitolo [17], dedicano un’attenzione particolare al recupero di un dono dello Spirito Santo, ossia un bene che si ritrova nel ricercare il meglio per gli altri. Questo richiama la necessità di passare da una linea di ricerca egoistica e chiusa del proprio benessere – che sempre più porta a duri conflitti interpersonali e inter-relazionali – ad una ricerca di promozione del bene per tutta l’umanità.

Nella tematica del capitolo - “Essere Servi in un mondo Polarizzato: edificare ciò che ci unisce, valorizzando le differenze individuali, sociali culturali” - l’indicazione pare aver colto la trasformazione profonda del mondo nell’ultimo periodo, di cui abbiamo provato a indicare qualche concetto e qualche utile lettura. Compito sicuramente non semplice per i partecipanti, ma si nutre la speranza dal Capitolo provenga ispirata dalla luce dello Spirito qualche risposta concreta e di lungo periodo, rispetto a scelte comode e di corto raggio, al fine di aprire nuove strade al cammino dei Servi. Cammino che già vede vicina una data importante per la sua storia e per il suo vivere: 2033, ottavo centenario della fondazione dell’Ordine dei Servi di Maria.


Emanuele M. Cattarossi
albatrosm2013@gmail.com

 



[1] Ordine dei Frati Servi di Maria. Capitolo Generale 1995, Roma, Curia Generalizia OSM (1996); gli stessi testi vennero editi per volontà della Federazione delle Province dei Servi di Italia e Spagna (F.I.Es) come Capitolo Generale dei Servi - Città del Messico 1995, Alle soglie del Duemila: i Servi per la nuova evangelizzazione. Linee di ispirazione, Arezzo, Diaconia della Theotokos (1996).

[2] In particolare, per una narrazione più estesa sull’Ordine dei Servi in questo periodo rimandiamo a F. Azzalli, Nel clima del Concilio Vaticano II (1965-2013), in Servi di Maria. Manuale di Storia dell’Ordine, Edizioni Marianum, Roma (2019) pp. 151-177.

[3] Catalogus ordinis fratrum servorum beatae Maria Virginis, Roma Curia Generalis (1964).

[4] cfr. S. Viliani, Statistiche di conventi e frati dai censimenti ufficiali e dai Cataloghi dell’Ordine, in Servi di Maria. Manuale di Storia dell’Ordine…, p. 436.

[5] Studio sulle previsioni statistico-demografiche sull’Ordine dei Servi di Maria nel prossimo futuro 2006-2031 a cura di fra Lino M. Pacchin in Capitolo Generale elettivo 2007. Documentazione preparatoria - Acta OSM Nova Series VIII/11 (2007), pp. 535-553. Disponibile anche su http://servidimaria.net/sitoosm/it/testi-osm/documenti-osm/ss.pdf (ultima consultazione 3.7.2025).

[6] Dati ricavati da Atti del Capitolo Generale Città del Messico 2-25 ottobre 1995 - Acta OSM 208/61 (1995), pp. 9-11 e Atti del Capitolo Generale Ariccia 8-30 ottobre 2001 - Acta OSM Nova Series II/4b (2001), pp. 11-12. Manca ancora una documentazione diffusa sul Capitolo Generale 2019, del quale sono stati pubblicati solo le decisioni attuative.

[7] Benedizione Apostolica “Urbi et Orbi”, Primo saluto del santo Padre Leone XIV (8 maggio 2025) https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/urbi/documents/20250508-prima-benedizione-urbietorbi.html (ultima consultazione 15.7.2025).

[8] Per una comprensione di tale fenomeno si rimanda alle considerazioni su economia e politica espresse da Naomi Klein in due suoi testi: N. KleinShock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri, Milano, 2007 e Shock politics. L'incubo Trump e il futuro della democrazia, Milano 2017.

[9] Sulla tematica indichiamo S. Sassen, Espulsioni. Brutalità e complessità nell’economia globale. Bologna 2015.

[10] Sul tema una disamina globale, con ricadute sul lavoro in Italia, si trova in F. Coin, Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita, Torino 2023.

[11] Si propone in merito M. Lewis, Il Quinto rischio, Torino, 2019.

[12] Si rimanda a Byung-chul Han, La società della stanchezza, Milano 2020 e La società della trasparenza, Milano 2014.

[13] L’autore ne sviluppo il pensiero in Byung-chul Han, Contro la società dell’angoscia. Speranza e rivoluzione. Torino 2025 e Vita contemplativa o dell’inazione, Milano 2023.

[14] Particolare in proposito è l’esperienza della rivista Le Grand Continent nata nel 2019 da un gruppo di giovani giornalisti europei https://legrandcontinent.eu/it/ (ultima consultazione 3.7.2025).

[15] Si rimanda a C. Candiani, Questo immenso non sapere. Conversazioni con alberi, animali e il cuore umano. Torino 2021.

[16] Lettera Enciclica, Fratelli tutti del santo Padre Francesco sulla Fraternità e l’Amicizia sociale (3 ottobre 2020), https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#_ftnref86 (ultima consultazione 15.7.2025).

[17] Presentazione dell’Agenda del Capitolo Generale 2025, Lettera 203/2025 (11.07.2025).